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Colpi di coda e canti del cigno…

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Giovedi - Marzo 10, 2016 10:56     Article Hits:10756     A+ | a-
Come ben sapete, condisco i miei scritti da una certa e sana dose di ironia, anche per rammentare a me e a chi legge che comunque si parla del tempo (cosa che molti spesso si dimenticano, nell’ambiente meteoweb).

E nel leggere come in questo periodo su internet o sui giornali, di colpi di coda dell’inverno 2015/2016 o di canti del cigno, l’ironia mi sgorga dal profondo dell’animo. E’ vero, abbiamo vissuto alcuni giorni un po’ freddi e relativamente nevosi( sempre parlando di quote pianeggianti, s’intende), mentre le montagne a quote medio basse, si sono finalmente rivestite di un bianco un più consono rispetto al marrone spelacchiato delle settimane passate.

Sabato 5 marzo, una perturbazione con un apporto in mm finalmente decente, e un filo di freddo, ed ecco che improvvisamente arriva l’inverno! Come per ricordarci che , non abitando in Lapponia, non sono necessarie colate artiche incredibili con termiche da Polo Nord per far nevicare nel trimestre freddo, in gran parte del Belpaese. In ogni caso, leggere le frasi fatte come ho riportato come esempio nel titolo è assurdo.
Come se da novembre a oggi, avessimo passato le nostre giornate a spalare neve dal vialetto, o a tremare dal gelo... !

Posso comprendere il linguaggio stereotipato dei mass media, spesso usato in certi termini per arrivare a tutti e più comprensibilmente, ma ci si auspica di non sentirlo o leggerlo da un “addetto ai lavori”, da un appassionato meteo almeno un po’ interessato al clima nostrano.

Non possono essere sufficienti 2 giorni un po’ invernali, per parlare di colpi di coda o di canti del cigno, parlando di una stagione quasi totalmente assente, che fa giusto un apparizione sul finire.

Durante la stagione, in montagna le cose sono andate solo leggermente meglio, e da quote oltre i 1000 metri in poi. Lì forse cigni e code possono essere citati, seppur sottovoce…

Cristian Fusari